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La nostra arte

Scopri le opere che contraddistinguono la nostra chiesa

La navata centrale

Oggi, lo sguardo che si affacciasse dal nartece all’interno della chiesa verrebbe immediatamente catturato dalla pavimentazione: marmi bianchi, gialli e rossi si succedono in larghe fasce orizzontali e fluiscono verso il presbiterio. Un mare simbolico, che rimanda alla visione della Liturgia Celeste nel libro dell’Apocalisse. Il bianco allude alla Purezza, il giallo alla Gloria, il rosso alla Divinità di Colui che dimora nel tabernacolo, sotto le specie del Pane. Tre larghi gradini, di un verde molto intenso, fanno da sponda e segnano il passaggio dalla navata, dove stanno i fedeli, al luogo più sacro, in cui si svolge la celebrazione: il presbiterio.

Il presbiterio

Al centro del presbiterio si trova l’altare. L’altare è decorato da due formelle in marmo bianco, incorniciate ciascuna all’interno di un arcobaleno di marmi policromi: un rimando all’alleanza stretta tra Dio e Noè dopo il diluvio, prefigurazione dell’Alleanza definitiva nel Redentore. La formella del fronte ritrarrà il sacrificio di Isacco, anticipazione del Sacrificio di Cristo. La formella del retro sarà ornata da tralci e grappoli, in riferimento alla Chiesa, la Nuova ed Eterna Alleanza tra Dio e gli uomini in Cristo: «Io sono la vite»; il retro ospiterà anche delle reliquie. La parete absidale si aprirà in due ampie arcate, suddivise in due livelli, nel livello inferiore e sopra, si trova già collocato l’antico Crocifisso.

La navata sinistra

A destra si trova il coro, il battistero e la cappella del Santo Curato d’Ars e la penitenzeria. Il battistero ha un’articolazione complessa. Il fonte è costituito da un’ampia vasca ottagonale, rivestita di onice all’esterno, di ceramica all’interno. È profonda posteriormente da tre alte pareti, sulle quali Luca Crivello affrescherà altrettanti episodi evangelici: la strage degli Innocenti (sinistra), il Battesimo di Cristo (centro) e la vocazione dei primi due apostoli (destra), Andrea e Giovanni, ai quali il Battista indica l’Agnello di Dio. Il fonte sarà protetto da un parapetto in vetro e pilastrini di ferro dipinto, che simulano fasce di canne da zucchero, che richiamano il nome del quartiere e il suo passato, ma esprimono anche il desiderio che la comunità ha oggi di rigenerarsi e crescere rigogliosa, attingendo alla Fonte della Vita, per tornare ad essere nuovamente una miniera “d’oro bianco”.

Madonna di Guadalupe

Immacolata Concezione

 Madonna di Lourdes

Navata destra

A destra si trova il coro, il battistero e la cappella del Santo Curato d’Ars e la penitenzeria. Il battistero ha un’articolazione complessa. Il fonte è costituito da un’ampia vasca ottagonale, rivestita di onice all’esterno, di ceramica all’interno. È profonda posteriormente da tre alte pareti, sulle quali Luca Crivello affrescherà altrettanti episodi evangelici: la strage degli Innocenti (sinistra), il Battesimo di Cristo (centro) e la vocazione dei primi due apostoli (destra), Andrea e Giovanni, ai quali il Battista indica l’Agnello di Dio. Il fonte sarà protetto da un parapetto in vetro e pilastrini di ferro dipinto, che simulano fasce di canne da zucchero, che richiamano il nome del quartiere e il suo passato, ma esprimono anche il desiderio che la comunità ha oggi di rigenerarsi e crescere rigogliosa, attingendo alla Fonte della Vita, per tornare ad essere nuovamente una miniera “d’oro bianco”.

Cappella del Santo Curato d’Ars

La cappella del Santo Curato d’Ars è dedicata al patrono della parrocchia ed è stata destinata a due funzioni: l’Adorazione perpetua del SS. Sacramento e la preparazione della Confessione. È introdotta da un alto cancello in ferro battuto, ispirato alle opere di Gaudì, e rimanda ai nodi interiori che vengono sciolti dal sacramento della Riconciliazione. L’interno si presenta come un ambiente intimo e raccolto, dominato da colori cangianti che richiamano i boschi in cui il Santo trascorse parte dei suoi anni e le campagne che verdeggiavano nei pressi del rustico paesello di Ars. Il pavimento è un mosaico di quattro tipi d’onice. Le pareti sono rivestite inferiormente da una successione di lastre di marmo, coronate da un costolone serpentiforme rivestito di mosaici vitrei; rievocano pareti rocciose e tronchi d’albero, e improvvisi squarci di luce tra di essi.

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